Ho comprato recentemente una rivista informatica (Linux Magazine) che contiene alcuni esempi lampanti di ipocrisia informatica, altrimenti nota come “faccia come il lato B”.
In un punto viene spiegato l'utilizzo di macchine virtuali per installare vari sistemi operativi sul medesimo pc.
Nel parlare di Windows 7, l’autore si sofferma sul fatto che, per installare il sistema su macchina virtuale, occorra essere in possesso di una copia legale del programma e sin qui tutto bene.
La parte ridicola comincia riguardo a Mac OS X.
L'articolo spiega come in effetti non si possa installare Mac OS X su un pc qualsiasi, in quanto la licenza prevede che il SO possa essere utilizzato soltanto su hardware prodotto da Apple.
Il “dilemma” tuttavia si risolve con un "Ma al pirata poco importa e, dopo una breve ricerca su internet, provvede al download di un'immagine .iso di Mac OS X appositamente sviluppata per essere installata su macchina virtuale".
Notare che in copertina il titolo è "Windows 7, Mac OS X e dsistro Linux? Virtualizzali tutti in un solo pc."
Più avanti, nella sezione Sicurezza c'è una guida estremamente particolareggiata su come gli hacker fanno ad impossessarsi di password di accesso grazie alle rete wireless, peraltro preceduto da un'altra guida sul reverse engineering per vedere come entrare ancora meglio nei pc degli altri (anche senza il wireless).
Anche qui un ridicolo disclaimer indirizzato ai lettori della serie "noi lo spieghiamo per farvi capire come fanno gli altri, ma voi non lo farete perché siete bravi”.
La rivista finisce in gloria con un’altra spiegazione molto bella ed anche in questo caso particolareggiata, come scaricare gratuitamente le App Android a pagamento.
Il tutto mi è sembrato – come dicevo – ipocrita ed anche ridicolo.
In un punto viene spiegato l'utilizzo di macchine virtuali per installare vari sistemi operativi sul medesimo pc.
Nel parlare di Windows 7, l’autore si sofferma sul fatto che, per installare il sistema su macchina virtuale, occorra essere in possesso di una copia legale del programma e sin qui tutto bene.
La parte ridicola comincia riguardo a Mac OS X.
L'articolo spiega come in effetti non si possa installare Mac OS X su un pc qualsiasi, in quanto la licenza prevede che il SO possa essere utilizzato soltanto su hardware prodotto da Apple.
Il “dilemma” tuttavia si risolve con un "Ma al pirata poco importa e, dopo una breve ricerca su internet, provvede al download di un'immagine .iso di Mac OS X appositamente sviluppata per essere installata su macchina virtuale".
Notare che in copertina il titolo è "Windows 7, Mac OS X e dsistro Linux? Virtualizzali tutti in un solo pc."
Più avanti, nella sezione Sicurezza c'è una guida estremamente particolareggiata su come gli hacker fanno ad impossessarsi di password di accesso grazie alle rete wireless, peraltro preceduto da un'altra guida sul reverse engineering per vedere come entrare ancora meglio nei pc degli altri (anche senza il wireless).
Anche qui un ridicolo disclaimer indirizzato ai lettori della serie "noi lo spieghiamo per farvi capire come fanno gli altri, ma voi non lo farete perché siete bravi”.
La rivista finisce in gloria con un’altra spiegazione molto bella ed anche in questo caso particolareggiata, come scaricare gratuitamente le App Android a pagamento.
Il tutto mi è sembrato – come dicevo – ipocrita ed anche ridicolo.

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Per il mondo linux, invece, la penso differentemente.
Non conosco il taglio che è stato dato all'articolo o quali tecniche siano state spiegate, però tramite linux è possibile accorgersi di numerosi punti deboli dei protocolli di rete che permettono di eseguire operazioni 'strane'.
Un esempio è il fatto che nella maggior parte dei protocolli di livello applicativo le password vengono scambiate in chiaro, o i cambi dei form HTML spesso sono mal gestiti e soggetti a [ulr=http://en.wikipedia.org/wiki/SQL_injection]SQLinjection[/url], o le password di rete wireless sono facilmente scovabili se banali e non ben criptate.
Questo deve essere, però, un punto di forza per poter sempre migliorare e spiengere la gente ad usare sistemi per aumentare i livelli di sicurezza ove necessario (es: usare password non banali, sistemi di criptazione a 128 o 256bit, SSL, chiudere le porte non utilizzate, usare firewalls, etc).
Come dicevo.. questa mia risposta è un po' generale, perchè non conosco quali sono (e la loro legalità) delle tecniche di reverse engineering presentate.