Il motore Red Bull? E' Renault
ma non se ne è accorto nessuno
Lo strano caso del propulsore più forte del mondo che ha appena consentito a Vettel la conquista del titolo: la sua presenza è passata del tutto in sordina
di VINCENZO BORGOMEO

Spinge come un forsennato, ha regalato a Vettel le più clamorose rimonte e i distacchi più abissali, ma nessuno se ne è accorto. Parliamo del motore Renault della Red Bull che si è appena laureato campione del mondo nel Campionato del Mondo Piloti in Giappone. Una specie di calimero della F1, stritolato dalla fantascientifica aerodinamica Red Bull, dalle idee di Newey, dalle fughe di Vettel. In F1, come nello spettacolo, il palcoscenico va al più forte.
Così se la Honda e la Porsche fecero fortuna motorizzando la McLaren, e poi la stessa Renault divenne famosa sulla Williams, oggi le cose sono cambiate. E di chi sia la paternità di quei pistoni che fanno su e giù nel cofano delle monoposto non importa più a nessuno. Provate a fare un quiz con qualche vostro amico appassionato: che motore monta la Force India? E la Williams, e la McLaren? Un tempo a queste domande avrebbe saputo rispondere anche un bambino. Oggi non è così perché nel (goffo) tentativo di ridurre gli sprechi i motori contingentati sono stati stritolati e la macchina dello spettacolo non si occupa più di loro.
Peccato perché se Vettel si è portato a casa il secondo titolo consecutivo e quest'anno ha intascato (fin qui...) 15 pole position e 9 vittorie qualchje merito lo avrà pure la Renault Sport F1. Eppure nulla, del binomio Red Bull Racing-Renault (che per altro ha avuto inizio nel 2007 quando il motore Renault RS27, il V8 da 2,4 litri sviluppato a Viry-Chatillon, è stato integrato nel telaio della Red Bull Racing) nessuno se ne occupa. Misteri della Formila Uno moderna...
(10 ottobre 2011)
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