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Web,minori Fuori Controllo Genitori Tre su 4 contattati da sconosciuti
#1
Dr. Jekyll Bello lo status personale nei post :)
Scritto il 08 febbraio 2010 - 20:55
ragazzi europei sono sempre più immersi in Internet e nei social network, mentre i genitori, che dovrebbero vigilare, sono spesso distratti, nella presunzione che i figli siano in grado di schivare le insidie della rete. I minori italiani hanno anche il primato dei contatti online da sconosciuti: il 73% contro una media europea del 63%. E' il quadro che emerge da una indagine di Microsoft in 11 Paesi europei e che ha coinvolto più di 14mila persone.
La multinazionale informatica ha deciso di renderla nota alla vigilia del Safer Internet Day 2010, giornata europea per la sicurezza in rete in programma martedì 9 febbraio e organizzata da Insafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet costituita dall'Ue.
Secondo l'indagine, il 79% dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili: in Italia, ad esempio, il 26% degli under 18 condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l'indirizzo di posta elettronica o di instant messaging. E se quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, in Italia questa percentuale sale al 73%, la più alta tra i paesi coinvolti.
Non solo: più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate. Nonostante tutto ciò, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri figli, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni; tanto che ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Ma la percentuale cresce se vista attraverso le risposte dei giovani: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per controllare il loro utilizzo di Internet.
Così è anche per il 55% dei ragazzi italiani, mentre solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anziché nella propria camera da letto (15%). La presunta tranquillità dei genitori nasce anche dalla convinzione di saperne abbastanza o molto della rete (lo dichiara il 77% del campione in Italia), ma anche in questo caso i giovani la pensano diversamente e solo il 56% dei figli ritiene di avere mamma o papa' sufficientemente competenti sulle nuove tecnologie.
Sul rapporto tra giovani e Internet interviene il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha dato il patrocinio al Safer Internet Day: "Il futuro dei nostri giovani, le loro opportunità di crescita sia personali sia professionali - dice - sono e saranno sempre più nella rete. Da una parte dobbiamo quindi garantire a tutti i ragazzi l'accesso alla nuova società digitale, dall'altra rendere quest'ultima un luogo sicuro e senza rischi in particolare per le nuove generazioni".
Per Antonio Apruzzese, direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni, Internet è "una risorsa preziosa" e uno "strumento fondamentale soprattutto per i giovani" ma va usata "in maniera critica e sicura"; perciò "è indispensabile un'opera di sensibilizzazione e informazione continua, anche attraverso iniziative coordinate a livello europeo".
Fonte
La multinazionale informatica ha deciso di renderla nota alla vigilia del Safer Internet Day 2010, giornata europea per la sicurezza in rete in programma martedì 9 febbraio e organizzata da Insafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet costituita dall'Ue.
Secondo l'indagine, il 79% dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili: in Italia, ad esempio, il 26% degli under 18 condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l'indirizzo di posta elettronica o di instant messaging. E se quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, in Italia questa percentuale sale al 73%, la più alta tra i paesi coinvolti.
Non solo: più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate. Nonostante tutto ciò, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri figli, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni; tanto che ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Ma la percentuale cresce se vista attraverso le risposte dei giovani: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per controllare il loro utilizzo di Internet.
Così è anche per il 55% dei ragazzi italiani, mentre solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anziché nella propria camera da letto (15%). La presunta tranquillità dei genitori nasce anche dalla convinzione di saperne abbastanza o molto della rete (lo dichiara il 77% del campione in Italia), ma anche in questo caso i giovani la pensano diversamente e solo il 56% dei figli ritiene di avere mamma o papa' sufficientemente competenti sulle nuove tecnologie.
Sul rapporto tra giovani e Internet interviene il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha dato il patrocinio al Safer Internet Day: "Il futuro dei nostri giovani, le loro opportunità di crescita sia personali sia professionali - dice - sono e saranno sempre più nella rete. Da una parte dobbiamo quindi garantire a tutti i ragazzi l'accesso alla nuova società digitale, dall'altra rendere quest'ultima un luogo sicuro e senza rischi in particolare per le nuove generazioni".
Per Antonio Apruzzese, direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni, Internet è "una risorsa preziosa" e uno "strumento fondamentale soprattutto per i giovani" ma va usata "in maniera critica e sicura"; perciò "è indispensabile un'opera di sensibilizzazione e informazione continua, anche attraverso iniziative coordinate a livello europeo".
Fonte
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Altre risposte a questa discussione
#2
Giusto Hola!
Scritto il 08 febbraio 2010 - 21:47
Dr. Jekyll, su 08/02/10, 20:55, ha detto:
ragazzi europei sono sempre più immersi in Internet e nei social network, mentre i genitori, che dovrebbero vigilare, sono spesso distratti, nella presunzione che i figli siano in grado di schivare le insidie della rete.
Penso che sia un problema di difficile soluzione. Probabilmente nelle scuole si potrebbero eseguire maggiori controlli: dalle chiavi di accesso a Internet si potrebbe risalire ai siti visitati dagli studenti.
A casa il problema è ben diverso. Va bene il parental control, ma come si può inibire l'accesso ai milioni di siti esistenti in rete?
Stesso discorso vale per la p.e.: con le caselle e-mail gratuite i ragazzi possono fare ciò che vogliono e senza controlli.
Non dimentichiamo le Internet House e Internet Point, oggi molto diffuse, di cui non conosco le modalitá di accesso per i giovani.
Altro fattore: purtroppo i ragazzi oggi vivono parecchie ore soli e senza controlli ed i genitori non hanno tempo e, forse, neanche la capacitá di controllare l'operato dei figli in Internet.
Brutta cosa. Purtroppo è il retaggio pagato e che si deve pagare per l'utilizzo delle nuove tecnologie.
Ho cercato di esprimere il mio pensiero con parole comuni: di più non riesco a scrivere.
#4
Dr. Jekyll Bello lo status personale nei post :)
Scritto il 08 febbraio 2010 - 23:28
E' un problema complesso, quoto quanto già detto.
Aggiungo solo che sicuramente c'è un aspetto sociale. Noi Italiani siamo più propensi a far conoscenza ed amicizia di altri paesi e questo comportamento lo portiamo anche nel virtuale.
Poi una scarsa propensione alla prevenzione, "usar prudenza" non fa parte dell'italica natura, non si usano le cinture di sicurezza e non si pensa prima di cliccare con il mouse.
Poi il "digital divide" tra genitori e ragazzi è molto forte, molti genitori non sanno spegnere il PC dimenticato acceso dai figli, figuriamoci che andare a leggersi i log delle loro conversazioni chat. Probabilmente non sanno neanche cosa sia facebook.
:)
Aggiungo solo che sicuramente c'è un aspetto sociale. Noi Italiani siamo più propensi a far conoscenza ed amicizia di altri paesi e questo comportamento lo portiamo anche nel virtuale.
Poi una scarsa propensione alla prevenzione, "usar prudenza" non fa parte dell'italica natura, non si usano le cinture di sicurezza e non si pensa prima di cliccare con il mouse.
Poi il "digital divide" tra genitori e ragazzi è molto forte, molti genitori non sanno spegnere il PC dimenticato acceso dai figli, figuriamoci che andare a leggersi i log delle loro conversazioni chat. Probabilmente non sanno neanche cosa sia facebook.
:)
#5
Scritto il 09 febbraio 2010 - 16:40
"Poi una scarsa propensione alla prevenzione, "usar prudenza" non fa parte dell'italica natura, non si usano le cinture di sicurezza e non si pensa prima di cliccare con il mouse.
...........
Poi il "digital divide" tra genitori e ragazzi è molto forte, molti genitori non sanno spegnere il PC dimenticato acceso dai figli, figuriamoci che andare a leggersi i log delle loro conversazioni chat. Probabilmente non sanno neanche cosa sia facebook."
Condivido;ma a monte di tutto questo sta, come sempre, l'educazione impartita;la capacità di saper discernere è la cosa più difficile da trasmettere e da imparare. I genitori dovrebbero, dietro le quinte e molto discretamente, imparare a viglilare, ma mi rendo conto però che è facile a dirsi,ma a farsi....
Problema di sempre, non per nulla Trilussa scrisse, in una sua poesia:"Eh, caro lei, è difficile assai de' fa' la madre, nel millenovecentoventisei!"
Approfitto di questo spazio per salutare tutti, sperando in futuro di essere maggiormente presente in forum.
...........
Poi il "digital divide" tra genitori e ragazzi è molto forte, molti genitori non sanno spegnere il PC dimenticato acceso dai figli, figuriamoci che andare a leggersi i log delle loro conversazioni chat. Probabilmente non sanno neanche cosa sia facebook."
Condivido;ma a monte di tutto questo sta, come sempre, l'educazione impartita;la capacità di saper discernere è la cosa più difficile da trasmettere e da imparare. I genitori dovrebbero, dietro le quinte e molto discretamente, imparare a viglilare, ma mi rendo conto però che è facile a dirsi,ma a farsi....
Problema di sempre, non per nulla Trilussa scrisse, in una sua poesia:"Eh, caro lei, è difficile assai de' fa' la madre, nel millenovecentoventisei!"
Approfitto di questo spazio per salutare tutti, sperando in futuro di essere maggiormente presente in forum.
#6
dim.antonio A cosa stai pensando?
Scritto il 09 febbraio 2010 - 18:58
In questo momento storico e culturale siamo in questa difficoltà, ma penso che già dalla prossima generazione di genitori ci sarà certamente una maggiore conoscenza di internet che permetterà un maggiore controllo dei figli.
Io per anni ho letto quello che mio figlio scriveva sul computer, l'ho conosciuto meglio in questo modo e dopo gliel'ho anche detto e non ho avuto una reazione negativa da parte sua come avrei pensato.
Molte volte i nostri ragazzi sono meglio di quello che pensiamo.
Io per anni ho letto quello che mio figlio scriveva sul computer, l'ho conosciuto meglio in questo modo e dopo gliel'ho anche detto e non ho avuto una reazione negativa da parte sua come avrei pensato.
Molte volte i nostri ragazzi sono meglio di quello che pensiamo.
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