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Dropbox: Tutti I Files Adesso Sono Pubblici.

DropBox: tutti i files diventano pubblici. Che ne pensi?  

  1. 1. DropBox: tutti i files diventano pubblici. Che ne pensi?

    • E' un'ottima idea, la condivisione dei files diventa più semplice.
      0
    • E' un vantaggio solo per chi condivide spesso i propri files.
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    • Mi lascia indifferente.
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    • Non mi piace: si ha la sensazione di non aver più il controllo dei files.
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    • Non uso DropBox.
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1 messaggio in questa discussione

La storia di google.jpgDropBox è un esempio di piccola startup che inizia a lavorare in sordina e diviene un "big" del settore grazie alla bontà del progetto e al passaparola fra utenti che ne deriva. DropBox ha il merito di essere stato il primo sistema di google.jpgcloud storage realmente funzionale e vicino alle esigenze degli utilizzatori, grazie alla sua versatilità e alla disponibilità di un client praticamente per tutti i sistemi operativi desktop e mobile.

DropBox ha persino superato la scure dell'Unione Europea in tema di trattamento dei dati personali dei cittadini europei: trattandosi di un'azienda americana, la Direttiva 95/46/CE impediva loro di mantenere e gestire informazioni sensibili provenienti dai cittadini UE, dettaglio che rendeva di fatto DropBox uno strumento illegale in Europa; poi, però, DropBox il 14 febbraio 2012 ha annunciato di aver aderito al protocollo google.jpgUS/EU Safe Harbor che disciplina la materia ed è finalmente diventato un prodotto legalmente utilizzabile sotto tutti gli aspetti.

Purtroppo però DropBox ha iniziato a sentire il fiato sul collo di concorrenti molto agguerriti che sono arrivati dopo: ha iniziato google.jpgSugarSync che, oltre ad offrire 5 GB di partenza, permette di sincronizzare online e con altri dispositivi qualsiasi cartella o file nel sistema, senza dover creare una cartella specifica come fa - appunto - DropBox e, quindi, dando massima libertà all'utilizzatore; quindi ci si è anche messo google.jpgSpiderOak il campione della sicurezza applicata al cloud storage, dato che non conserva le credenziali d'accesso degli utenti sui propri server, crittografa i files sul dispositivo dell'utente prima del trasferimento e usa connessioni crittografate per il trasferimento dei files da/verso i server.

Come se non bastasse, ci si sono messe anche Apple con iCloud di serie in tutti i loro ultimi prodotti e Google con l'imminente arrivo di Google Drive (che sembra fornisca ben 100 GB di spazio base).

DropBox ha perciò avvertito la necessità di reagire e la decisione presa, in verità, non sembra essere delle più felici.

Fino ad oggi era possibile condividere pubblicamente i propri files spostandoli nella cartella Public di DropBox e copiando il link pubblico fornito dall'applicazione, ma il prossimo aggiornamento di DropBox potrebbe sconvolgere le cose.

dropboxsharingiscaring.jpg

Tutti i files in DropBox avranno un link pubblico per la condivisione. Questo non significa che chiunque potrà scaricare liberamente i files in DropBox, poiché sarà l'utilizzatore a decidere se divulgare o meno il link, ma naturalmente non preclude la possibilità che un malintenzionato piuttosto attrezzato possa farlo.

In sostanza DropBox ha invertito il sistema perché l'utente può decidere quali files e cartelle può rendere "privati", andando sul sito web di DropBox e impostando tale opzione.

Questa mossa, dunque, appare molto infelice e chi usa DropBox per lavoro (per esempio: avvocati o medici) dovrà valutare attentamente come reagire: impostare tutti i files come privati perdendo un po' di tempo oppure abbandonare radicalmente DropBox e preferire una delle soluzioni alternative citate. E' opportuno ricordare, infatti, che il Codice della Privacy (D. Lgs. 196/2003) prevede severe sanzioni per il responsabile del trattamento dei dati personali altrui che non pone in essere tutte le misure necessarie tese ad impedire che quei dati possono (anche incidentalmente) essere divulgati, manomessi o distrutti.

Pessima idea, DropBox...

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