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Facciamo Un Gioco

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L'urlo squarciò il silenzio di quella maledetta notte piena di grida, mentre la luna osservava, pallida e silenziosa cosa, chiedendosi se a volte anche gli uomini pensano a quello che sarà.

La madre si voltò lasciando cadere il gelato sul tappeto di colore avorio e in silenzio raccolse le gocce di pistacchio, fragola e puffo.

Trovandosi di fronte ad un tizio mai visto, che piano piano ansimava l'unica parola che lei non avrebbe voluto sentire uscire dalla sua bocca, per un attimo si fermò, chiedendosi se stesse sognando. Tese una mano verso l'uomo, mano che gocciolava gelato: non era gelato, ma un ricordo lontano perso nei sentieri della felicità, riparato dalla brezza della vita... così cara al cuore tornò l'immagine di quell'urlo di quella maledetta notte fredda buia e poi improvvisamente si svegliò.

Turbata da quel sogno, mentre cercava di svincolarsi dalle catene che la tenevano legata a un camioncino trasportante frutta che scendeva giù per la discesa a gran velocità, perchè aveva molta fretta di finire dentro un burrone, lei guardò nel sole che si girò schifato e d'improvviso fu buio, le catene si dissolsero.

Quando riaprì gli occhi si guardò intorno per cercare indizi che rievocassero il suo passato, ma vide solo un gatto che aveva tanta fame, fino al punto che gli versò del latte sul quale si avventò senza fare troppi complimenti, perché quella vita di gatto gli andava stretta, proprio come quando si comprano dei pantaloni che hanno il cavallo stretto, e vorresti urlare per liberarti dal tuo dolore, ma la stretta è possente e non riesci neanche a fare la minima mossa.

All'improvviso si alzò e cominciò a camminare verso quel rigagnolo di fiume morente, trasportata dalla brezza della notte piena di ricordi.

Marco ormai non era più una semplice donna. Identificarsi per lui era un'ardua impresa, poiché non lo sapeva neanche che lo avrebbe fatto.

Eppure lo aveva voluto, era stato lui a invidiare Luca per il modo in cui si destreggiava con lo zucchero filato, e poi non ebbe il coraggio di rinunciare a quell'incarico. Di conseguenza Marco, rimandato l'appuntamento con il dentista, decise di andare a fare compere con il dente dolente e prese a schiaffi il suo bel visino per ridestarsi dal torpore.

Incamminandosi per il sentiero tortuoso che portava nel cuore di un dirupo, vide arrivare da lontano l'elicottero con cui sarebbe dovuto andare in Madagascar a pescare tonni e del pregiatissimo corallo, per farsi una bella collana da indossare per sottolineare il viso e lo sguardo da uomo allupato.

C'era una festa nella propria lussuosa villa, dove la polvere bianca gli scatenò l'allergia e quindi gridò: "Allegriaaaaaaa!!!!!" Ma arrivò Mike Buongiorno, scatenato in una tarantella, chiedendo: "Vuoi la uno, la due o la treeeeeee?"

Si iscrisse a Genius, per illustrare le sue capacità intellettuali: la prima non era proprio una televendita della Rovagnati, ma la cosa più pazzesca si sarebbe rivelata essere la più rivoluzionaria, il campo della nanoelettronica. ... controlli, calcoli, verifiche, test e... segretarie, le famose nanosegretarie, anche un po' nanosexy, però ha rischiato grosso, una non era così sexy come faceva supporre la sua pianta del piede destro, allungando cosi quel suo brodo di gallina caldo nel piatto natalizio, per ricordare quella festa quando comparve improvvisamente lei, Genoveffa, sulla gamba destra una cicatrice vecchia di almeno 20 anni, per cui restava solo un grosso e massiccio corpo immobile grande e potente; l'ossatura di un bradipo tatuata faceva da cornice a un'anima candida, dolce.

Tra suoni d'immenso bagliore percepì quello che credette di capire che sorta di noia avesse provato, guardando quel ridicolo film con quella mora mozzafiato.

Ora però non c'era più nulla da vedere, e, spenta la tv, disintossicandosi dal calcio delle polemiche, si gustò un ghiacciolo al tamarindo, fresco, ma ecco che vide un elefante rosa, ubriaco.

Non appena fece un passo si accorse di lei. Era Lucia, la nonna di cappuccetto rosso, quella che entrò all'istante. "Che bocca grande hai...", le disse ghignando famelico, sentendosi come il lupo; non resistette alla tentazione di urlare il suo orrore per il pelo che gli usciva fuori dal naso.

Ululò con tutta la voce che aveva tante volte immaginato e non era mai riuscito ad esprimere pienamente. Nel suo cuore sapeva che tutto ciò non avrebbe prodotto risultati, se non spaccare i timpani degli accaniti oppressori di quella specie canina. Il suono produsse un'onda anomala su un tratto di mare tra le città dell'emisfero opposto alla Patagonia.

L'onda crebbe un pendulo azzurro baldacchino di schiuma, si infranse, costringendolo finalmente a concludere la sua corsa. Lucia forse si è arresa ora pensa al lavoro con il caldo che le trapassa i vestiti e l'umidità che non la lascia respirare doveva comunque continuare a pensare ai suoi figli attesi e mai nati, una ferita nel cuore che la lacera nel profondo del suo essere.

Ma il caldo opprimente, le faceva sudare la ...faccia sempre solare e le mani impegnate a ritagliare piccoli pezzi di vetro colorato per fare dei regali da consegnare alle sue amiche. Era così impegnata da non accorgersi del vecchio mendicante. Egli la guarda da un oblò, e sorride ritrovando in lei la sua giovinezza passata, come una fresca brezza, in cui avvolgersi se le cose non vanno...

Resta li a guardarla fissa, immaginando quel favoloso, gigantesco pezzo di meringata che si scioglieva nel pentolone della cioccolata calda, che bolliva come un vulcano colmo di lava.

Quell'incontro sembrava essere fortuito ma quanto mai intenso, frutto della passione accompagnato da note speziate, due corpi una sola notte, prima di essere schiacciati dal peso di un gorilla inferocito che cambierà il corso della vita, nel bene o nel male, in quanto al destino non ci si presenta mai con mani che si toccano ma con la speranza che sia tutto finito! in grosse,colorate bolle, che Lucia vede uscire dal magico specchio che racchiude sogni e paure, per dar vita a un destino tristemente felice.

All'improvviso dall'angolo, che si annunciava pieno di polvere ed acari come il materasso di Bilbo, il vecchio pazzo che, come tutti sanno rubò tesori a Smaug.

Ma ecco apparire Tevildo, il maggior produttore di palette per raccogliere la cenere dal camino (spento); dove adagiate e seminascoste si trovano i resti di lettere stracciate, brandelli di ricordi affievoliti dal tempo ingrato. Intanto Cold Deep faceva lo sceriffo di Juarez, sempre assieme al Reverendo Ray, che suonava il pianoforte ascoltando musica rock!

Ad un tratto una raffica di proiettili fece saltare il piano malefico progettato dal perfido Tevildo, che nascosto nel pianoforte venne colpito dal pazzo Ray Charles con il bastone che usava per masterizzare le copie pirata dei fratelli Blues, Jake & Elwood, gli attori nel film Mary Poppins in paradiso", prodotto nel 2007 da Poppins&Poppins Producion.

Allora venne Morgana la strega a preparare cocktail per Bishop, che assettato attendeva il bicchierino per ristorarsi: uno, due.. cinque.. dieci...bicchieri dopo erano tutti in preda ad un terribile mal di testa , ma in fondo erano spensierati ed allegri come se fossero stati sempre abituati a consumare il drink a suon di heavy metal. Nella stanza era tutto buio per capire e provare nuove lisectomie parastelfigie al coassiale nonostante i grossi cavi che pendevano dal soffitto e che davano il senso di lunghi drappeggi orientali nell'officina "Mimmo", folletto curioso e burlone che stava con timeaftertime a fingere di lavorare come fa sempre Mirko. Mentre durante le ore diurne, il sole era basso e scuro, presagio di sventure e di problemi che incombevano sul domani.

La tenera sensazione che dava il tiramisù alle uova di struzzo, quella dolce scioglievolezza che faceva da preludio a un'altra nottata insonne, quella panna intrisa di calorie e voglia di tepore casalingo mista ad un irrefrenabile desiderio di ribellione, destarono Giada dal sonno che non aveva piu'. Opto' invece per un'interessante partita a tressette con i morti e chi vinceva avrebbe potuto toccare con un ciuffo di capelli il magico ciondolo della veggenza, ricavato da un unico pezzo di ametista trovata in una delle sue sacche misteriose che si trovavano nel suo gabbano. Ma chi vinse? Questo resta tuttora un mistero.

Intanto in Pakistan un giorno nella parte sud del paese, resisteva intatta la cappella del Pollaiolo tanto famosa per i dipinti di Marietto il salumiere, famoso pittore norvegese, e gli archeologi si decisero finalmente a cercare, nei numerosi anfratti rocciosi Hercules, colui che solo avrebbe potuto spostare la roccia se solo avesse saputo come fare, ma vedendo l'elefante rosa che trascinava quel masso argentato di dimensioni enormi aveva preferito una sbornia piuttosto che la fatica, gettandosi sulla cisterna della vecchia casa, dove però trovò un'antica iscrizione: "Veni, Vidi, Vici".

Pensò: "Ma che significa? Quale antica e colta adunanza può aver generato tale directory, dove si propone di intervenire con ctrl-alt-canc per ridurre i consumi, LInux o non Linux questo, uno dei grandi interrogativi della civiltà Ubuntu come l'essere o diventare elefanti rosa?".

Pensato e messo ai voti il piano di ripristino dell'antico tracciato della lavanderia in fondo alla lastricata di ciottoli ovali recuperati dal vicino fiume verde oro perlato che scorre li.

Sergio non aveva mai saputo chi decidere tra le due ragazze che tormentavano i poveri buoi presenti nella stalla di nonno Matteo: "Quale chiamo per prima?". Matteo, the Giant, rispose: "Interpella per prima quella con le **** grosse e gli occhi verdi". Così facendo lui si avvicinò alla prima sussurrandole: "Ti ho mai detto che mi posso trasformare in un grosso Lepronte?". "Lepronti????" disse lei "io non ci credo, dimostramelo!"; "Non posso sono raffreddato.." e così dicendo si trasformò in una lampadina.

L'imbarazzo era evidente cosi decise di andare all'avventura e prese il viottolo dissestato che conduceva alla Via Lattea dell'intero vicinato. Sulla strada incontrò uno Sbilfs mimetizzato, seminascosto tra le fronde di un piccolo ragno solitario radioattivo, che punse Peter e lo fece diventare un tenero batuffolo azzurro di colore verde oro; era divenato un Furby, mostriciattolo tenero e peloso che ricordava tanto un piccolo riccio di castagna foderato di una spumeggiante carica di simpatia. Il giorno dopo andò di nuovo correndo in una scacchiera gigante, i pezzi mossi sapientemente da Bishop che con ampi padelloni faceva saltare nella padella deliziose pappardelle al cinghiale e al lepronte. Dopo aver mangiato e bevuto in allegria e simpatia ruttarono tutti felici e contenti.

Però l'invidia serpeggiava tra i nostri eroi che si guardavano malamente, strabuzzando esageratamente gli occhi tanta era la nebbia, mentre goccioline di melma sporcavano i tetti vicini e l'aria odorava di rifiuti lasciati alla rinfusa sui marciapiedi. Nicolas sapeva che quello era l'inizio della fine e infatti subito dopo la CNN annunciava che lui sarebbe stato nuovamente rapito dai capi rettiliani, che dimorano nelle gallerie delle miniere di carbone , e consegnato solo dopo 13 anni, fintanto che non rivelasse la vera identita di chi lo rapì: ma parlò con i dirigenti dell' F.B.I. i quali con grande naturalezza gli risero in faccia. Umiliato Nicolas chiamò Batman, ma non era raggiungibile cosi decise di chiamare Freccia Verde, vecchio amico d'infanzia del Bronx da quando aveva 6 anni e beveva succo d'anguria corretto whisky; egli giunse appena in un mese e mezzo "Colpa della burocrazia" disse sbuffando "mentre venivo non avevo la patente di guida per la moto d'acqua, e quindi mi hanno arrestato e processato ingiustamente, cosi ho voluto lasciare un segno nella storia". Detto questo fece una capriola sulla sella e partì sgommando, dimenticando di togliere la catena.

Esplose un boato causato dall'esplosivo sul bel bauletto che ballava sulla parte posteriore della 50 special, con Cremonini che si dimenava come se avesse il Parkinson.

Vincenzo, purtroppo, si trovava in una situazione scomoda: non doveva essere visto né sentito dalle amiche (doveva correre al bagno...) perchè doveva cambiarsi la protesi al braccio, voleva vincere a braccio di ferro con Popeye, ma non funzionava il pistone oleodinamico. Chiamò McGyver per risolvere il fastidioso problema meccanico: le vecchie protesi russe presentavano una bianca barba, ma con un rasoio o un piccolo lanciafiamme riuscì a sbrogliare l'intricata matassa.

Finalmente funzionava!

Presi dall'euforia, non si accorsero di non aver chiuso la chiavetta di sicurezza del lanciafiamme, così partì la fiammata che ghiacciò tutti quanti. In Nicaragua Paola cercava una piuma di Quetzal dal magico potere di ridurrli in piccoli esseri simili a mammuth preistorici. Invece Sigismondo in Madagascar (isola dei miei sogni) non trovava la strada per uscire dalla giungla vellutata e piena di insidie e dos pericolosi, allora accese il TomTom montato sulla Porsche Cayenne e le fiamme lo avvolsero in un tepore per lui strano, quasi finto. Si decise pertanto di avvisare la farnesina per morte di giacomo, meglio conosciuto come "Masaniello", ma questa è un'altra storia.

Infatti i quattro cavalieri dell'Apocalisse, che erano in viaggio per Disneyland, si fermarono sulla diga di Hoover per farsi un drink preparato dalla fata Morgana, barwoman di fama internazionale: ma lo strano colore, nonché l'odore nauseabondo costrinse i nostri eroi a cercare altra meta.

Allora si diressero verso le cascate del Iguazu per farsi una doccia con la famosa acqua colorata, la cui fama di elisir della giovinezza, inventata dagli operatori turistici, mascherava gli effetti allucinogeni che i cavalieri apprezzavano pur non essendo coscienti. Gli indigeni non riuscivano a dormire dal rumore provocato dai lama inferociti, pertanto decisero di andare ad esplorare le vicine foreste di Hevea Brasiliensis dove viveva Ronaldinho, mostruoso esemplare di Homo Pallonarus famoso perchè palleggiava pure con i denti aguzzi e con le pantofole.

Intanto a Boston, Charles, perseguitato da incubi notturni e affetto da sonnambulismo, passeggiava per i viali delimitati da Ginkgo biloba calpestandone i frutti profumati che emanavano nuvole di sostanze sconosciute, ma non del tutto nuove a colui che tutto sa: il vecchio saggio eremita russo Potemkin, che narrava come, in un villaggio sul grande lago Bajkal circondato da famelici orsi volanti, avesse trovato il cuore di un' oca sbarcato da una corazzata americana affondata durante la battaglia dei Politikamon tra Pokemon e MioMiniPony.

Jennifer nel frattempo, camminava frettolosamente per non perdersi il primo episodio di UnoMattina "Speciale Cassoeula e Cotoletta" e Barbera di Monferrato. Purtroppo però si imbattè nella Ventura e Giurato che nascosti dietro un costume da Babbo Natale, esposti ad un vento di passione, rosicchiavano un modem, ignorando cos'era nonché il gusto orrendo della plastica sporca, appiccicaticcia di colore rosa confetto inventata dal famoso Triccaballacche, inventore della Nintendo Wi-Tze Tung, versione cinese.

Nel frattempo in Brasile Penelope correva terrorizzata dal rumore nel rifugio antiaereo costruito dalla suocera, ma ma sola e senza scarpe, veniva presto catturata dai temibili pirati sbarcati proprio sull'isola vulcanica di Bembeyros, "Che fortuna!" esclamarono tutti gli indigeni dei bambini volanti della città i Hermano Peloso ovvero "Mimmo", la divina creatura sanza gambe e senza senso, mesto, pensò, lesto si volse correndo verso il deserto, che maligno si estendeva dinanzi a un'uggiosa scolaresta pietrificata le numerose bombe basaltiche coloravano di rosso il cielo di Liverpool, ma il sole non riscaldava quanto il fuoco nei cuori dei due innamorati che si guardavano sospirando mentre sorseggiavano un tamarindo dal sapore disgustosamente acidulo e dal colorito acceso. Finalmente era arrivato, dopo tutto il tempo era lì dinnanzi a lei svestito di ogni orgoglio, pronto ad affrontare la sentenza amara del riccio, desolato testimone del fallimento della sua inutile vita, ma in lui albergava l'esile speranza di un riscatto. Senza saperlo aveva riacceso in assuntina quella sua strana idea, del resto oltremodo censurabile, che le scaldava teneramente l'anima e il cuore.

Mentre era capodanno e i fuochi esplodevano nel cielo ricoperto di bombardieri carichi di Napalm, Giulia si interrogò sul da farsi ,che pareva privo di speranza, finchè una illuminante ma orrenda idea le passo per la testa, e se avrebbe finto di nuovo? No... non poteva commettere lo stesso errore di una volta, così decise di cucinare un timballo di balenottera azzurra , con contorno di passeri. Ma per fortuna Greenpeace con le sue navi impedì il massacro, ma contribuì alla distruzione della flora dei fondali marini, lasciando i malefici omuncoli provenienti dal sud di Belviè senza niente per le mani vagabondare farraginosamente, a disseminare il panico lungo gli anfratti della baia, dove la corrente è troppo forte anche per Atos, bagnino riccionese impegnato a raccogliere conchiglie nella fossa delle Marianne.

Allora Giulia, frenata da una voglia di gelato al cioccolato, dolce, un bel giorno decise che poteva rinunciare a vivere, strappandosi dal petto il medaglione che le ricordava la capretta morta a causa dell'afta epizootica, malattia altamente contagiosa che aveva sterminato anche tutta la classe politica italiana, modificando lo status sociale e garantendo la libertà ai cittadini ormai esasperati dalle farfalle atomiche di springfield di masticare tabacco e consumare una miriade di gommose larve fungiformi.

Ah, se si potesse ancora correre nei campi come ai bei tempi!" disse in preda ad una struggente nostalgia; ma ecco che ricomparve quel simpatico autostoppista armeno che farneticava rotolando sul marciapiede rispettando coscienziosamente i dettami del gioco della campana confiscata dalla guardia di finanza di Fasanelli Borghese, un paesino sperduto in c..o ai lupi nelle vicinanze di un'amena metropoli massonica. L'autostoppista ormai esterefatto dal modo "vomitevole" di guidare accostò e decise di continuare a piedi verso il decadente castello di Lady Godiva, famosa dama.

Lo sternocleidomastoideo duole quando ti calpesta una mandria di pulci canadesi, feroci e scese dal peloso manto del pescecane transgenico annegato nel mar morto causa sternocleidomastoideo insopportabilmente dolente insieme a grave laringospasmo.

D'improvviso è sera e la sera, si sa, Serena serba la Serbia sempre stringendola al cuore come mai aveva fatto prima, ed un pensiero incredibilmente stupido è emesso dall'ape regina che ronzava li. L'edicolante venuto dal nulla stava spiando la signora novantenne intenta a infarcire il Panino nella sua Borsetta di tonno e gorgonzola. Accorrono ansiosi anabattisti armeni, ancora ansanti arrancando ameni afferrano affusolate appendici ambulacrali di stellemarine organi motrici degne della Fiat Stilo parcheggiata in doppia fila proprio davanti alla mia torpedo blu con cui vivo le mie vacanze ad Alghero in compagnia dei miei soliti amici immaginari. Senza di loro, però, sto molto meglio, ed è strano visto che son solo, però ho più tempo per dedicarmi alla mia occupazione preferita e cioe' fare il serial killer, in compenso leggo più trattati di psichiatria olistica e sullo sviluppo sostenibile della donazione di sangue.

Accorrono ansiosi anabattisti armeni, ancora ansanti arrancando ameni afferrano affusolate appendici ambulacrali di stellemarine organi motrici degne della Fiat Stilo parcheggiata in doppia fila proprio davanti alla mia torpedo blu con cui vivo le mie vacanze ad Alghero in compagnia dei miei soliti amici immaginari. Senza di loro, però, sto molto meglio, ed è strano visto che son solo, però ho più tempo per dedicarmi alla mia occupazione preferita e cioe' fare il serial killer, in compenso leggo più trattati di psichiatria olistica e sullo sviluppo sostenibile della donazione di sangue, intero o tramite plasmaferesi, ai poveri vampiri bisognosi che altrimenti azzannerebbero colli di ornitorinchi e bradipi dovendo poi sputare peli. Una valida alternativa a ingurgitare echinodermi irregolari interi che talvolta sembrano infami. Sul treno per Santiago i cadaveri in putrefazione si decomponevano emanando gas, mefitici vapori e miasmi tra distratti pendolari e poliziotti che non badavano all'orrendo scenario; quando alle cacche lasciate dai piccoli, odiosi roditori necrofagi, si mischiavano i fetidi Teletubbies.

A Teletubilandia stava nevicando sterco di cavallo e denti di coccodrillo, condizione frequente da quando le divinità locali, scioperando, avevano indotto la teletubilianconcertaspercolarversatura otorinolaringogliatrica, Mimmo il meccanico riparava solo Mini blu da quando aveva lasciato la moglie per Oreste, che era bravo a imitare i canguri. Quella sera nevicava forte e un cerambicide morto giaceva dignitosamente sul selciato privo di segnaletica longitudinale che, persa a poker dal sindaco, giaceva in fondo alla cava di granito controllata da folli kaoni in evidente crisi psicotica, e da watussi rachitici in preda alla pazzia.

Il manicomio era aperto, Wolmer vedeva un'uscita dalla sala torture esotiche; così, sfidando la quadridimensionalità, entrò nella quarta dimensione sfidando energie quantistiche. Allora intervenne la tartaruga marina a liberarlo alla velocità di 20 kb/s, rischiando la fusione del trasmettitore basato sulle valvole termoioniche che scoppiavano come popcorn, fallendo miseramente il rigore che Zora la Vampira in accordo con lucertolus tirava contro Giulio Aracnis, fratello del dio bifronte Giano, il conduttore di "In diretta dal Colosseo". Frattanto la marmotta incartava le tavolette di cioccolato fondente, provocandosi ustioni inguaribili e la mucca viola violava il trattato di promessa matrimoniale col toro concedendosi svariate volte ad opere pie. Mentre la gatta dormiva sul tetto sotto i topi ballavano un vecchio tango argentino che li riportava ai primi albori della civiltà. Poveri illusi!!! Una trappola per polli venusiani che scattò senza pietà li imprigionò: gli affamati felini, ripudiate eventuali diete vegetariane, si scagliarono sul branco terrorizzato distruggendone ogni traccia ed una volta satolli ingurgitarono litri di Maalox che immediatamente li fece diventare verdi dallo sforzo. Dopo il lauto pasto ordinarono caffè e ammazza-caffè, ma l'oste rifiutò e si presentò con il conto tra le vibrate proteste dei presenti che abbandonarono tosto il tavolo fracassando le sedie sulla schiena del povero oste, che urlando, chiedeva "Dammi tre parole, sole..."in pieno Delirium Tremens e preso dallo sconforto, spense l'ultima candela e si chiuse nella cella frigorifera dell'obitorio spegnendo tosto la luce.

La cioccolata appena shekerata fu di nostro gradimento e ciò meravigliò non poco i produttori del film in prima visione con il premio oscar Luigi Scalfaro Maccio Capatonda, assegnato nonostante le critiche feroci dell'Istituto Zooprofilattico urlate da una finestra dal merlo indiano ammaestrato da uno scimpanzè antartico di passaggio per Venezia sulla gondola a mostrare un fumetto illustrato da un fumettista pazzo e in procinto di partire alla volta di TimbuctùCi viveva un ' amichetta che faceva strani lavoretti di legno e caucciu' vendendoli a peso d' asfalto' cosa rara a quell'ora di notte. Anche se aveva sonno causa una overdose di caffè shakerato con the al cocco, bevanda tipica aborigena dai tempi delle epidemie di peste e scarlantina che causarono una forte diarrea, decise di incamminarsi ugualmente, avevo perso l'orientamento sicuramente a causa delle fitte allo stomaco che non volevano attenuarsi; nonostante questo dovevo proseguire per poter trovare la casa della dolce fanciulla. Viaggiai per molti giorni tra boschi e valli, mangiando e dormendo molto raramente, ma con la coscienza ho superato con l'inganno , ma difficilmente, questa tragica avventura poteva trovare un lieto fine visto che non sapevo neanche dove sarei stato domani o perchè avrei dovuto vivere una così insensata sequela di avvenimenti tanto pericolosi.

Così decisi di fermarmi, ero allo stremo delle forze, ma trovando Tex, Zagor, Topolino, Snoopy, Garfield allegramente seduti intorno a Zorro che, con indiscussa allegria raccontava barzellette in merito ai politici odierni.

Improvvisamente successe il pandemonio, sembrava trovarsi all'inferno: orsetti gommosi ci assalirono sulla visione della vita, ma grazie agli iFone riuscì a rimanere lucido come un bisonte nottambulo imbalsamato ed afferrai per le corna la situazione, ma stranamente mi scivolo' e caddi per terra accasciandomi come un budino; fortunatamente la fata cucchiaina mi prese a calci ricoprendomi di ridicolo ma io non mollai e chiamai il coccodrillo canterino, per lo piu' stonato che odiava le fate

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ortunatamente la fata cucchiaina mi prese a calci ricoprendomi di ridicolo ma io non mollai e chiamai il coccodrillo canterino, per lo piu' stonato che odiava le fate: se la mangiò in un attimo, sfregando lo scintillante oggetto toroidale regalatogli dal porco in minigonna che furtivamente lo seguiva

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Secondo

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Secondo me il tasso di

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della Baluba

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che provai un irresistibile impulso

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che provai un irresistibile impulso di prendere un secchio

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che provai un irresistibile impulso di prendere un secchio ed infilarci i miei

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che provai un irresistibile impulso di prendere un secchio ed infilarci i miei quindici arti tentacolari semoventi

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Secondo me il tasso di quel albero accanto al nano fetente era di sconto, e non di crescita, come suggeritomi dal gran maestro della baluba , che raccontava solo frottole inventate di sana pianta giusto per divertirsi alle fiere di paese. Ma tutto questo non interessava, ma anzi, mi disgustava a tal punto che provai un irresistibile impulso di prendere un secchio ed infilarci i miei quindici arti tentacolari semoventi per scagliarlo con tutta

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